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ZONA
FRANCA 6^ edizione > 5-8 novembre 2008
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in collaborazione con Teatro delle
Briciole
e la partecipazione
di Teatro
al Parco, Parma Dopo il battesimo del Premio ScenarioInfanzia nel 2006, il Festival Zona Franca ospita la Finale di questa seconda edizione. Un importante appuntamento per capire cosa si muove nel teatro ragazzi, una manifestazione che punta a scoprire nuovi talenti, e a dare impulso e sostegno a chi tra le giovani generazioni voglia tentare la strada del teatro. Nato dal Premio Scenario, che vede nell’Albo dei vincitori nomi di punta del teatro italiano come Emma Dante e Davide Enia, ScenarioInfanzia si rivolge a giovani di età inferiore ai 35 anni, non appartenenti a strutture socie dell’Associazione Scenario né a formazioni riconosciute o sovvenzionate. Alla
finale del Premio partecipano i progetti
selezionati da un osservatorio critico al termine di una precedente
tappa di selezione pubblica durante la quale vengono esposti frammenti
o parti del progetto in un tempo massimo di 20 minuti. La giuria finale del Premio proclama un progetto vincitore con facoltà di esprimere menzioni o segnalazioni speciali. Vincitori ed eventuali menzionati debutteranno come spettacoli compiuti in date e luoghi da segnalarsi Storia
del Premio Scenario ore
10 Marco Canali, Rascia Darwish, Federica Iacobelli, Eleonora Ribis
(Bologna) ore
10.30 I teatri soffiati (Trento) ore
11Principio Attivo Teatro (Lecce) ore
11.30 Carlotta Piraino (Roma) ore
14.30 La Compagnia prese fuoco (Palermo) ore
15 Teatrodistinto (Valenza – AL) ore
15.30 Mosika (S. Lazzaro di Savena – BO) ore
16 Teatropersona (Civitavecchia – RM) Teatro
Comunale di Fontanellato “Spero che ti potrò confidare tutto, come non ho potuto fare con nessuno, e spero che sarai per me un gran sostegno.” “Ogni giorno sento che la mia mente matura, che la liberazione si avvicina, che la natura è bella, che la gente attorno a me è buona, che questa avventura è interessante. Perchè dunque dovrei disperarmi?” Il
progetto del Teatro a Pedali di realizzare e portare in tournée uno
spettacolo basato sul Diario
di Anne Frank nasce dall'esigenza di coniugare la sperimentazione
teatrale, rivolta espressamente ad un pubblico di ragazzi, con un ideale
di impegno etico e culturale. Il
Teatro a Pedali nasce il 10 ottobre 2004 durante la regolazione
del minimo della Vespa 125 Primavera di proprietà del Salata ad opera
del Calabrese. 5
novembre ore 21 - 6 novembre ore 11 Una versione “da tavolo” de Le tigri di Mompracem di Salgari, tra verdure e attrezzi da cucina. "Signore
e Signori, buona sera! Perdonate ai nostri rozzi e piatti ingegni l'ardire
di esporre su questo indegno palchetto un così alto argomento, come
quello che appunto ora vedrete. Può mai questa nostra pedana contenere
i vasti mari della Malesia? Che potrebbe inzeppare in questa O di legno
anche soltanto le scimitarre che sbigottirono e atterrirono gli inglesi
di Labuan? Oh, perdonateci! Ma se può una semplice cifra su un foglio
rappresentare un milione, concedete anche a noi, gli zeri di questa
grossa somma, di muovere le forze della vostra fantasia: supponete racchiuse
entro le cinta di questo tinello due terribili potenze, che dalle sponde
opposte di un rischioso braccio di mare si minacciano! Gli invasori
inglesi, coloni a Sarawak e i terribili pirati di Mompracem, giustizieri
e paladini dei mari, guidati dall'invincibile Sandokan, la Tigri della
Malesia! Sopperite alla nostra insufficienza con la vostra immaginazione.
Fate d'un uomo mille uomini; createvi di fantasia un poderoso esercito.
Se noi diciamo navi figuratevi vere navi, e guardatele rincorrersi sfidando
le furie dei venti. Sarà il vostro pensiero qui a vestire d'armi i nostri
guerrieri, e trasportarli d'un lampo da un luogo all'altro! Riceducendo
a un'ora di clessidra il passaggio dei giorni e dei mesi!" Shakespeare,
Prologo dell'Enrico V, riadattato per l'occasione. I Sacchi di Sabbia sono un gruppo tosco-napoletano di “Comici dell’Arte”, formatosi a Pisa nel 1995. Debuttano nel 1996 con Riccardo III, Buckinghàm e a’ malafemmena, inaugurando il percorso delle rivisitazioni shakespereane. Nel luglio 1998 nasce lo studio su Faust, Pauperis oratorium Christi, primo traguardo di un ‘indagine sul sacro segnalato dalla critica del progetto Eti “Il debutto di Amleto”. Nel 2001 iniziano un percorso sulla sottrazione della parola con Orfeo. Il respiro, che riceve una nomination al Premio UBU 2003. L’indagine sulla “gravità fisica e metafisica del quotidiano si completerà con Tràgos, nel 2004, consegnando definitivamente la compagnia al successo di critica e pubblico su scala nazionale. Nel 2006, Turma Infantium Suite, co-prodotto dalla Fondazione Pontedera Teatro, ritorna alla semplicità di una storia dall’accento sacro. 1939, del 2007, avvia una riflessione sull’agire nel presente, sulle sue declinazioni. Sandokan o la fine dell’Avventura, ne segue le tracce in un percorso che si articolerà su un triennio. 6
novembre ore 10 - 7 novembre ore 9.30 La
mano guida la mente e allo stesso tempo è da essa guidata. I
Saputoni o lo stupore del conoscere è la prima tappa creativa di
un articolato percorso dedicato al tema della conoscenza *. Chi siamo, da dove veniamo, e dov’è che si ride? *”viva LA SCUOLA abbasso LA SCUOLA ovvero l’arte di insegnare e imparare” – Progetto biennale dedicato a insegnanti, allievi e genitori. Dopo i due spettacoli “I grandi dittatori” e “Siamo qui riuniti o della democrazia imperfetta” dedicati agli adolescenti, gli autori vogliono continuare questo percorso di teatro civile rivolto ai ragazzi, individuando nella Scuola e quindi nel diritto al sapere, una di quelle pre condizioni basilari per poter partecipare in modo consapevole al sistema democratico. Il
Teatro delle Briciole è un “patrimonio” del teatro italiano con
più di 30 anni di storia. Un polmone produttivo che fa girare in Italia
e in Europa spettacoli di artisti che hanno fatto la storia del teatro
per ragazzi. Accanto alla produzione, una programmazione fittissima
nelle due sale del Teatro al Parco di Parma: tre stagioni teatrali,
progetti speciali come le Notti curiose, iniziative che fondono
arte e impegno sociale come la collaborazione con Amref e Marco Baliani
per il recupero dei ragazzi di strada di Nairobi, i laboratori e i progetti
formativi, una rassegna estiva che fa riappropriare i cittadini degli
spazi storici del Giardino Ducale. Una programmazione senza pause che
si traduce ogni anno in migliaia di spettatori. Un pubblico con un’escursione
anagrafica amplissima, dalla prima infanzia all’età adulta, dalle scuole
alle famiglie, ai giovani e agli adulti, che hanno mostrato di amare
una stagione di teatro contemporaneo coraggiosa, capace di rischio culturale,
di dar spazio agli sguardi più nuovi sulla società contemporanea, di
creare una relazione matura tra il pubblico e gli artisti di punta della
scena di innovazione. 6
novembre ore 14.30 prima nazionale La
storia di Scrooge, avaro e misantropo riccone nato dalla fantasia di
Dickens, è universalmente conosciuta. Scrooge è un perfetto prototipo
di uomo avido ed egoista, cieco e insensibile di fronte ai mali del
mondo; ma anche un esempio edificante di uomo in lotta con una lacerante
presa di coscienza. I viaggi nel passato, nel presente e nel futuro
nei quali gli spettri lo conducono nel suo notturno incubo natalizio
sono le dolorose e necessarie tappe verso una matura consapevolezza
del suo essere nel mondo. SCROOGE è una nuova coproduzione Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione e Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti. Da anni Teatro delle Briciole e Teatro Gioco Vita, pur nella diversità delle poetiche e delle linee artistiche, hanno avviato percorsi di collaborazione instaurando sinergie comuni su alcuni progetti. La coproduzione dello spettacolo “Alice nel paese delle meraviglie” nel 1997, ad esempio, ma anche collegamenti sull’ospitalità e l’attività sul territorio, collaborazioni e scambi culturali. La coproduzione Scrooge costituisce una nuova tappa di questo percorso, che mette insieme le sensibilità e le esperienze artistiche dei due teatri, per un progetto rivolto ai ragazzi e ai giovani nel quale musica, teatro d’ombre e teatro d’attore si confronteranno sulla scena per dare vita ad una rilettura originale del “Canto di Natale” di Dickens. Biografia Teatro delle Briciole vedi scheda "I saputoni o lo stupore del conoscere" Teatro
Gioco Vita nasce nel 1971, tra le prime realtà in Italia ad essere
protagonista del movimento dell’animazione teatrale, grazie alla quale
ha saputo dare un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi,
con il suo modo peculiare di fare, di intendere e di vivere il teatro,
i rapporti, la ricerca e la cultura che lo ha caratterizzato fin dalle
prime esperienze. Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla
fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale,
e anche grazie al contributo di collaboratori esterni, ha maturato un’esperienza
unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni
in ogni parte del mondo, con teatri stabili ed enti lirici come Teatro
La Fenice di Venezia, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro
alla Scala di Milano, Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera
di Roma, Teatro Regio di Torino e Piccolo Teatro di Milano. 6
novembre ore 21 Quel
che mi piace in Pelle d’asino è soprattutto quello che si nasconde
sotto la pelle. Quel che mi piace è l’enorme simbolo di questa pelle
nella quale lei entra giovane in fuga, nella quale diventa solitaria
e sudicia, e da cui esce pronta per amare. Quello
che mi piace in Pelle d’asino è che lei è completamente sola
con il suo problema. Di diventare una ragazza. Diventare grande. Completamente
sola nell’imparare a diventare grande, nell’imparare che un giorno non
c’è più la madre, a imparare il dolore, e la morte. E l’amore. Avevo
voglia di continuare con la lingua dei segni. Come una lingua segreta.
È la lingua delle storie che si raccontano a se stessi. La lingua delle
piccole parole d’amore che la bambina si ripete per dormire. Come una
piccola danza magica per riscaldarsi. Come una bellezza in parte inesplorata. So
che c’è un vestito bianco appeso e che sarà conquistato a poco a poco
dalla luce. C’è forse un ballo di bambole brutte e un banchetto senza
invitati. La
Compagnie Hyppolite a mal au cœur è nata dal desiderio di Estelle
Savasta, dopo quattro anni da assistente alla regia prima di Gabriel
Garran e poi di Wajdi Mouawad, di mettere in scena Il grande quaderno
di Agota Kristof.
7
novembre ore 10.30 prima nazionale Il
mito di San Giorgio che uccide il drago, raccontato nel XIII secolo
nella Legenda Aurea di Iacopo da Varagine, ebbe una fortuna straordinaaria
nell’arte moderna. Potente metafora del bene che vince il male, viene
riletta in chiave antieroica da Simona Bucci: in questo spettacolo di
danza in realtà il coraggio e la forza di combattere il male nascono
dalla consapevolezza delle proprie debolezze. Gli elementi che rappresentano
la paura, la pigrizia, l’indecisione, la vulnerabilità, diventano simbolicamente
corazza e coraggio di un cavaliere quotidiano. Simona
Bucci, già direttore artistico e coreografa della Compagnia Imago, fondata
a Firenze nel 1983, nel 2002 fonda la Compagnia che prenderà il suo
nome.
7
novembre ore 14.30 prima nazionale Con
la testa fra le nuvole è la storia di un bambino che ha una forte
passione, quella del volo. Chiuso nella sua stanza, ha imparato ogni
particolare su decolli e atterraggi, conosce a memoria la vita e le
imprese di molti piloti, fa volteggiare piccoli aerei nell’aria imitando
i rumori dei motori e le voci delle torri di controllo. Il bambino condivideva
questa passione con il padre e ora, che il padre non c’è, cerca di sfuggire
alla nostalgia, creando un mondo immaginario in cui far rivivere i bei
momenti passati insieme. Con
la testa fra le nuvole è una produzione di Quelli di Grock,
firmata dal duo di soci storici Alessandro Larocca e Andrea Ruberti
che, come ne “L’omino del pane e l’omino della mela”, mettono in gioco
tutte le loro capacità mimiche, clownesche e attorali per raccontare
una storia tenera e comica al tempo stesso. Il contrasto fra i caratteri,
le diverse personalità, come nel classico rapporto fra il clown bianco
e l’augusto, colorano la storia di mille sfumature. Il gioco clownesco
fra Carletto e il pilota si alimenta di concretezza e visionarietà,
di poesia e ironia, in bilico fra sogno e realtà, in cui le figure dell’adulto
e del bambino sono unite dal bisogno di fantasticare. La
cooperativa teatrale Quelli di Grock è stata fondata nel 1976 da
un gruppo di allievi della scuola del Piccolo Teatro di Milano. L’omaggio
al clown svizzero Adrien Wettach, in arte “Grock”, rispecchia il percorso
intrapreso dalla compagnia: la ricerca di nuove forme espressive, a
partire dalle potenzialità rappresentative del corpo e dall’esperienza
del mimo e della clownerie, per arrivare al teatro di ricerca e contemporaneo.
7
novembre ore 17prima nazionale Visioni
è un intervento performativo basato su proiezioni video dedicato
ai bambini e alle loro famiglie. L’allestimento prevede proiezioni simultanee
in grande formato e interventi sonori. Il progetto Visioni illustra il percorso di ricerca teatrale della compagnia Laminarie verso il mondo dell’infanzia, avviato con spettacoli La guardiana delle oche (Giardini Braina, 1999) , Jack e il fagiolo magico (Ex-Salara e Biblioteca Sala Borsa 2003), Storia senza Nome (Palazzo D’Accursio, 2005), Parole Insulse (Palazzo Malvezzi, 2005) e Le ferriere di Efesto (Ferriera Cà D’Alessio di Porretta Terme, 2005), EMAKI – storie arrotolate (Biblioteca Sala Borsa 2007). Nell’ambito di tale ricerca, la compagnia si è segnalata per la produzione di performance e spettacoli dedicati all’infanzia specificatamente progettati all’interno di particolari spazi cittadini. Nel corso di oltre dieci anni di attività, Laminarie ha sviluppato una particolare poetica teatrale strettamente correlata all’architettura e alle arti visive. Laminarie realizza spettacoli costruiti appositamente per spazi non teatrali che presentano caratteristiche strutturali originali. Attraverso l’impiego del mezzo teatrale e una rigorosa attenzione alla qualità estetica dei progetti, Laminarie tenta di far emergere i significati impliciti dei diversi luoghi che ospitano gli spettacoli. La ricerca teatrale che sta alla base dei progetti artistici della compagnia Laminarie parte dal desiderio di avvicinare adulti e bambini ai linguaggi contemporanei del teatro, del cinema, e dell'arte visiva, permettendo al pubblico di entrare in relazione con l'opera attraverso l'esperienza di spettatore. Nel contesto di questa poetica, produrre un evento appositamente per uno spazio significa rispettare la natura e i limiti che il luogo impone, per avere in cambio la possibilità di realizzare progetti di ricerca significativi, perché coinvolgono persone che compiono l’esperienza teatrale in luoghi unici
7
novembre ore 21 Una delle formazioni più celebrate della ricerca teatrale propone una rilettura spiazzante del Meraviglioso Mago di Oz di L.Frank Baum. Su
un grande schermo approntato su palco è proiettato il film Il Mago
di Oz di Victor Fleming. Al
termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di
essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista:
un ventriloquo, esperto d’aria e mongolfiere, di illusioni e altre cose
inesistenti. Le alterne sembianze del mago - la grande testa, la bella
dama, la bestia feroce - si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero
un inganno? L'eccezionalità
dello spettacolo non consiste nel mero stravolgimento, ironico e svagato,
dell'ironia di Cattelan, della sua macabra ironia. Qui siamo di fronte
a una messa in scena critica del testo proveniente dalla sfera delle
arti visive e, in un vertiginoso agglutinarsi dei linguaggi, del film
di Fleming. Non c'è solo Cattelan. C'è anche, o prima di tutto, il mago
di Oz, quel famoso ciarlatano per bambini, per i bambini che tutti noi
siamo. Fanny
& Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992
da Luigi de Angelis e Chiara Lagani. Ha finora prodotto una cinquantina
di eventi, tra spettacoli teatrali e produzioni video e cinematografiche,
installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, convegni e
seminari di studi, festival e rassegne.
8
novembre ore 9.30 prima nazionale Kali Yuga è l’Età Nera, secondo la mitologia indù è l’ultima delle quattro ere del ciclo della storia del mondo, che ha avuto inizio tanto tanto tempo fa, con l’Età dell’oro. Kali Yuga è l’era che viviamo oggi, l’Era dei Conflitti. Ma i conflitti, lo sappiamo, spesso sono rivelatori, generatori di nuove energie, di uno sguardo più aperto. Immaginiamo di essere in India, una terra per noi solo sognata, dove le epopee dei miti si mischiano al quotidiano. In una scuola dove si studiano i Veda, i testi sacri che raccontano l’origine dell’universo degli dei e degli uomini, i giovani allievi si chiedono come sia possibile che esista il male, e che il mondo sia continuamente afflitto dall’ingiustizia. Per rispondere, il maestro racconta loro un’antica storia, quella del terribile demone Iragnakashipur divenuto re della Terra, e di suo figlio Prahlad, un piccolo demone che ha un grande difetto: non riesce in nessun modo a essere cattivo. Anzi, al contrario, ha una gran voglia di diffondere e contagiare tutti con la sua “bontà”. La scuola dei Veda si trasforma nel filo del racconto nella scuola per diventare cattivi, la scuola dei demoni, dove Prahlad è stato inviato dal terribile papà per imparare a essere un demone come si deve. La pagella di Prahlad in questo tipo di scuola non potrà che essere scarsissima, e Iragnakashipur si arrabbierà fino al punto di pensare di disfarsi di suo figlio. Ma Prahlad, nonostante la sua deludente pagella, a scuola è riuscito a diventare amico di tutti, rivelando in ciascuno dei suoi compagni di classe delle qualità magnifiche, molto più forti dell’abilità nelle materie dei demoni (insultologia, torturologia…). Così, grazie all’aiuto dei suoi specialissimi amici, il piccolo demone buono riuscirà a sconfiggere il terribile Iragnakashipur e a portare sulla terra un nuovo regno. Questa
scuola “al contrario” col preciso obbiettivo di far diventare demoni
i bambini, è un’immagine potente sia per rappresentare i sogni di rivalsa
di tutti gli scolari, sia perché sintetizza bene quell’ equivoco tra
libertà e prepotenza molto diffuso tra i nostri giovani. Calone e Laieta Il gruppo si è formato nel 2006, attraverso l’incontro di artisti provenienti da diverse esperienze formative e professionali. Al nucleo fondatore di Antonio Calone e Nicola Laieta, nato da una comune esperienza di laboratorio nelle scuole della periferia di Napoli, si sono aggiunti e avvicendati di volta in volta Gloria Bazzocchi, Luca Di Tommaso, Guido Primicile Carafa, Oscar Valsecchi, Margherita Vicario, il percussionista Francesco Manna, lo scenografo Willy Mancel, la costumista Daniela Salernitano. Da questo slancio è nato il progetto “Taniko, La favola della grande legge”. Il riconoscimento del Premio Scenario Infanzia (2006) ha permesso a questo spettacolo di girare nei festival e nei teatri, sfiorando a oggi le 100 rappresentazioni.
8
novembre ore 11 prima nazionale Dopo
l’esperienza di Storia del gallo Sebastiano che ha realizzato
una modalità di teatro-lettura in cui l’incontro tra Marcello Chiarenza
e Serra Teatro è stato contrassegnato dal rigore nel lavoro e dalla
poetica tranquillità nella collaborazione, e in cui l’arboreto di Mondaino
ha immesso generosamente la sua bellezza per luogo e presenze umane,
i soggetti di quell’avventura sentono giunto il momento di viverne una
nuova. La compagnia Serra Teatro nasce da un’esperienza di teatro a scuola iniziata nell’anno scolastico 1982-83. Con lo studio Minotauro Æ 0 ha avviato un percorso di ricerca e di definizione di una propria poetica artistica. Dal 2000 al 2006 il gruppo ha gestito uno spazio teatrale in collaborazione con il Teatro della Centena: pianoterra, circolo culturale privato che si è posto come luogo di incontro, studio, visone di spettacoli, ricerca e produzione teatrale. Nella stagione 2001-2002 realizza lo spettacolo Dovevamo scegliere (e siamo stati scelti) in collaborazione con Teatro degli Dei e Teatro della Centena. Lo spettacolo viene coprodotto da Santarcangelo dei Teatri, VolterraTeatro e dalla Provincia di Rimini/Ass. ai Beni e Servizi Culturali. Nella stagione 2003-2004 produce lo spettacolo Storia del gallo Sebastiano. Lo spettacolo si aggiudica il premio Eolo come miglior novità dell’anno al festival di Vimercate del giugno 2005
8
novembre ore 16 e 17.30 prima nazionale Protagonista de “La quinta stagione” è Stefano, un vecchio orologiaio, che aiutato da Efisio, un garzone di bottega molto speciale, racconta al pubblico dei ragazzi una storia antica che potrebbe essere anche la sua, una storia di viaggi e di scoperte. Una storia intrisa di pericoli e di portentose rivelazioni come accade anche nella migliore tradizione delle fiabe, ma qui in una prospettiva di contemporaneità, di formazione Si narra infatti la vicenda di un bambino che davanti alla malattia del vecchio amico Giuseppe va alla ricerca della Grande Madre Nera per cercare di salvarlo. Sarà un viaggio pieno di rischi e di pericoli e alla fine il bambino scoprirà che la vita deve essere vissuta in tutti i suoi aspetti anche in quelli più sgradevoli e che perfino la morte si può anche accettare soprattutto se si lascia qualcosa di importante a chi ci vive accanto. I
Teatrini e il Teatro Città Murata, due compagnie una del
nord e una del sud, in un'inedita collaborazione, si affidano alla proverbiale
leggerezza poetica di Roberto Abbiati, già conosciuta nella personale
versione del “Moby Dick” e per l'affascinante “Viaggio di Girafe”,
per raccontare una storia commovente,divertente e piena di significato.
I bambini viaggeranno in compagnia di Stefano Bresciani e Marco Continanza
all'interno di un bazar delle meraviglie, un negozio del tempo, ricreato
da Andrea Violato, alla ricerca del vero significato della vita. La
compagnia I Teatrini, nata nel 1991, è attiva a Napoli e sul
territorio nazionale e internazionale con attività di produzione e promozione
teatrale per l’infanzia e la gioventù e - come tale - riconosciuta dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale
per lo Spettacolo dal vivo tra le realtà di rilevanza nazionale
operanti nel settore. Organizza e promuove: Il
Teatro Città Murata nasce nel 1977 a partire
dalle esigenze espresse dal teatro di base. Nel 1985 la compagnia si
sposta verso una nuova drammaturgia appositamente scritta, svincolata
dagli stereotipi, volutamente legata all'esperienza e all'immaginario
dei ragazzi: in questo periodo si realizzano due spettacoli fra i più
rappresentativi del gruppo: dall'opera della Morante nasce 'L'isola
di A' e da quella di Pavese nasce 'Prima che il gallo canti'. In particolare
con quest’ultimo, Premio Idi 1995 per la regia, si consolida la
scelta di una drammaturgia molto legata alla narrazione e la creazione
di un teatro totale che scavalca il confine delle fasce d'età,
per parlare direttamente alle emozioni di tutti. Le successive produzioni
('Oltre il muro', 'Onde' ed in particolare 'Gioco al massacro'), affrontano
la tematica dell'ansia di fuga e del disagio sociale e giovanile.Altri
spettacoli, 'La guerra dei bottoni' e 'Riccardo Riccardo Riccardo',
continuano il percorso intrapreso, con una maggiore attenzione agli
aspetti ironici dell'esistenza umana.La compagnia è stata segnalata
cinque volte al Premio Eti•Stregagatto risultando finalista con
'Gioco al massacro' nel 1998 e con 'La guerra dei bottoni' nel 2002.Chiusa
la cooperativa nel 2004 la compagnia ha continuato come ditta individuale
proponendo
8
novembre ore 21 prima nazionale Nel
2005, al loro debutto in Italia, i berlinesi Pyromantiker avevano sorpreso
il pubblico del Festival Zona Franca con la poetica invenzione di un
circo (un circo vero, con gradinata, domatori, chapiteau) che al posto
degli animali assoldava una compagnia di acrobatici peluches, poveri
pupazzetti destinati al cestino dei rifiuti dall’iperconsumismo infantile.
Un filone, quello della bizzarra allegoria circense con un occhio sorridente
ai problemi dell’oggi, che torna anche nel nuovo spettacolo coprodotto
con Thalia Théâtre Halle, Gli elefanti non dimenticano mai: favola
ecologica sul rapporto tra uomini e animali, interpretata da Marlis
Hirche e Oliver Dassing, anime artistiche del gruppo tedesco, che ci
conducono dentro la vita dei clown, nel loro mondo che ha regole e linguaggi
autonomi, come quello degli uomini. Al centro c’è l’amore per il mondo
animale di un clown dal carattere originalissimo, collezionista minuzioso
di esemplari di piccoli animali e perfetto imitatore del loro verso.
La ricerca spasmodica di sempre nuovi modellini da aggiungere alla sua
già straordinaria serie lo porta a un incontro fatidico con un altro
clown, anche lui amante degli animali, ma…diversi da quelli preferiti
dal protagonista. Ne nascono liti furibonde e comiche gag, che sfociano
in un “negoziato” esilarante e feroce. Finché appare un elefante triste
con la proboscide piena d’acqua. E gli elefanti, come dice il titolo,
hanno un’ottima memoria… La
compagnia "Pyromantiker Berlin" è un gruppo indipendente
di teatri di Berlino, Germania. E’ attiva dal 1994 e viene stabilita
ufficialmente nel 2001 da Marlis Hirche e Oliver Dassing. Il gruppo
collabora da vicino con numerosi artisti di altre discipline. Per principio,
al suo interno la compagnia prende in considerazione qualsiasi forma
pensabile di teatro, fino a concepire nelle proprie produzioni “l’anarchia
dell’istante teatrale”. Le pièce vengono rappresentate da clown, sono
produzioni circensi, teatrali, di artisti di strada per bambini e adulti.
La straordinaria produzione „Der Zirkus der Kuscheltiere“ (Il circo
dei teneri animali) ha ricevuto nel 1993 il Premio Fratelli Grimm di
Berlino e nel 1996 il premio AGORA-Ensemble in Belgio. 8
novembre ore 22.30 prima nazionale Solo contro tutti. È un silenzioso atto d’accusa contro una madre, contro il mondo degli adulti che non capisce e non ascolta i conflitti dei giovanissimi, quello lanciato dallo scrittore e sceneggiatore americano David Klass nel suo romanzo Tu non mi conosci (2006). L’intenso ritratto di un ragazzo che sta affrontando il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, il primo deludente amore, le prime difficoltà con gli amici, il rifiuto della scuola. Da questo romanzo prende le mosse il nuovo spettacolo di Laminarie. LASCIO UNA FORMA PER ASSUMERNE UN’ALTRA, QUINDI CHE COSA SONO E COSA DIVENTERO? Sono
quello che faccio? Formato
1/16 è un gioco su ciò che rimane impresso sul nostro corpo a seguito
di azioni quotidiane. Quante
volte hai compiuti gli stessi gesti? Tu non mi conosci. Per
esempio, credi che io sia in camera mia al piano di sopra a fare i compiti. Non
hai capito niente? Tu
non mi conosci affatto. Che ti guardano. Biografia Laminarie vedi scheda "Visioni"
INCONTRI 6
novembre ore 17.30
PREAMBOLI
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